LEAN ITALY: L’Italia che innova. Il caso di Carraro Design

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Carraro Tito e Figli Srl, azienda veneta specializzata nella lavorazione del metallo per conto terzi, si distingue per il suo forte contributo allo sviluppo industriale territoriale, valorizzando le risorse locali attraverso partnership con altri soggetti produttivi e creando un network consolidato tra differenti realtà industriali.

Carraro Tito & Figli Srl

Regione: Veneto
Settore produttivo:  Lavorazione matalli per conto terzi


Workshop 5S in area assemblaggio profili

Quando si parla di miglioramento operativo, spesso i risultati più significativi nascono dall'osservazione delle attività quotidiane e dalla rimozione di piccoli ostacoli che, nel tempo, generano inefficienze.

È quanto accaduto nell'area di assemblaggio dei profili in alluminio di Carraro Tito & Figli Srl. Il progetto ha combinato 5S, revisione dei flussi logistici e allineamento dei sistemi informativi, consentendo di ridurre gli spostamenti inutili, migliorare l'ergonomia delle postazioni e rendere più lineare il flusso delle attività.  


Il Punto di Partenza

All'avvio del progetto, l'area assemblaggio e stoccaggio dei materiali presentava una serie di inefficienze tipiche dei sistemi produttivi cresciuti rapidamente senza una pianificazione logistica integrata.  La mappatura iniziale ha evidenziato tre macro-problematiche:

  1. Sprechi di movimentazione: L'analisi dell'operatività tramite lo strumento dello Spaghetti Chart ha rivelato che l'operatrice compiva continui e disordinati spostamenti tra il proprio banco di lavoro, il Magazzino A-01 (posteriore), il Magazzino A-02 (laterale sinistro) e una grande scaffalatura frontale, il Magazzino C- 03, per completare il picking di un singolo Ordine di Lavoro (ODL).
  2. Saturazione degli spazi e colli di bottiglia: L'area davanti al Magazzino C-03 e la zona adiacente alle imballatrici erano ostruite da bancali disposti in modo caotico, accumuli di materiale ed eccedenze di ordini precedenti. Questa confusione fisica bloccava la viabilità interna e rendeva le attività di picking estremamente lente e dispendiose.
  3. Disallineamento informativo: I materiali erano stoccati senza criteri univoci e il sistema gestionale non riportava le reali ubicazioni fisiche delle scatole, costringendo gli operatori a continue ricerche visive con un elevato rischio di errore e dispersione di tempo.  


Il Flusso Originario di Gestione ODL 

La routine standard degli operatori si articolava in 9 fasi sequenziali, rallentate dal layout disordinato di tutta l’area:

  • Arrivo dell'Ordine di Produzione (ODP) dall'Ufficio Produzione.
  • Controllo manuale di note e modifiche tecniche su fogli e disegni del cliente.
  • Verifica e corrispondenza delle etichette stampate con i codici dell'ODL.
  • Separazione manuale delle etichette tra profili finiti e accessori, contrassegnati dal suffisso “*BAG”.
  • Composizione fisica dei kit all'interno dei sacchetti dedicati.
  • Ordinamento delle bustine nelle esatte quantità per kit e applicazione dell'etichetta dell'ODL.
  • Consolidamento di tutte le bustine in un'unica scatola di cartone posizionata su un ripiano della cavalletta.
  • Identificazione visiva del ripiano tramite un post-it giallo indicante ordine e cliente.
  • Ripetizione ciclica dell'operazione per ogni riga d'ordine (con spedizioni concentrate il giovedì e il venerdì).  

L'intervento consulenziale è stato strutturato in tappe settimanali, partendo dall'analisi dei flussi e coinvolgendo direttamente il personale del reparto.

Fase 1: Riorganizzazione fisica ed eliminazione dei Muda

Il primo intervento operativo si è concentrato sulla separazione e la sistemazione (Seiri e Seiton). Tutti i bancali che ostruivano il passaggio davanti al Magazzino C-03 sono stati rimossi o correttamente allocati. Le eccedenze di materiale provenienti da commesse passate sono state trasferite nel reparto dedicato al taglio dei profili di alluminio, liberando spazio di manovra. È stata inoltre completamente smantellata l'area di accumulo informale vicino alle imballatrici.

Fase 2: Standardizzazione e codifica delle ubicazioni

Per eliminare i tempi di ricerca e azzerare gli errori di picking, è stato implementato un rigoroso protocollo di codifica dei magazzini dell'area Assemblaggio (A) e Cablaggio (C). Il team di miglioramento ha implementato la mappatura delle scaffalature usando la seguente logica:

  • Magazzino 01 = Codifica A-01-A-01 (Assemblaggio - Magazzino 01 - Colonna A - Posizione 01)
  • Magazzino 02 = Codifica A-02-A-01 (Assemblaggio - Magazzino 02 - Colonna A - Posizione 01)
  • Magazzino 03 = Codifica C-03-A-1 (Cablaggio - Magazzino 03 – Colonna A - Posizione 1)

Grazie alla collaborazione con l’Ufficio Tecnico, è stata eseguita una pulizia del database gestionale, eliminando i codici duplicati e i refusi anagrafici. Le nuove ubicazioni fisiche sono state inserite sia sulle etichette dei contenitori, corredate di codice articolo e descrizione, sia a sistema gestionale. In questo modo, la Distinta Base (BOM) e le liste di picking ora indicano l'esatta coordinata di prelievo.

Fase 3: Ottimizzazione del layout e flusso teso

Parallelamente, si è intervenuti sul layout dell'area: la postazione della "cassa" è stata riposizionata perfettamente in linea con i banchi di lavoro, e le due cavallette destinate al consolidamento degli accessori sono state allineate. Questo intervento ha permesso di creare un flusso teso e ordinato diretto verso la spedizione, riducendo drasticamente il raggio d'azione e i passi degli operatori da 10.000 a 4.000 circa.  


I Risultati conseguiti e gli standard introdotti

Al termine del ciclo di consulenza, l'area assemblaggio dei profili in alluminio dell’azienda ha riscontrato un miglioramento sul piano dell'efficienza, della qualità e dell'ergonomia:

  • Efficienza nel picking: Grazie alla mappatura digitale dei magazzini A01, A02 e C-03 i tempi di ricerca dei componenti sono significativamente diminuiti da 30 min a 19 min, consentendo di effettuare il prelievo accessori seguendo l'ordine logico ottimizzato delle ubicazioni.
  • Ergonomia e ordine visivo: I banchi di lavoro sono stati interamente riorganizzati secondo le 5S. Sono stati eliminati tutti gli elementi superflui, gli strumenti sono stati disposti in base alla frequenza d'uso e le aree sotto i banchi sono state liberate. L'introduzione di un bancale dedicato per l’accettazione della merce ha rimosso definitivamente lo stoccaggio dispersivo del materiale.
  • Sostenibilità nel tempo: Per evitare la perdita dell'ordine impostato, è stata introdotta e condivisa con tutto il reparto una "Routine dei 15 minuti" a fine turno. Ogni giorno, prima di timbrare l'uscita, gli operatori applicano la politica del "banco pulito", riordinando le postazioni ed eliminando l'accumulo di materiali non identificati o scarti.  


Conclusioni

L'intervento, parte di un progetto più ampio, ha consentito di rendere più fluido il lavoro quotidiano, riducendo attività a basso valore aggiunto e creando condizioni operative più favorevoli per gli operatori. I risultati ottenuti confermano l'efficacia delle azioni implementate e, allo stesso tempo, evidenziano l'importanza di un approccio strutturato al miglioramento: osservare i processi, comprenderne le criticità e sviluppare soluzioni condivise da chi opera ogni giorno sul campo.
È quanto accaduto nell'area di assemblaggio dei profili in alluminio di Carraro Tito & Figli Srl. Il progetto ha combinato 5S, revisione dei flussi logistici e allineamento dei sistemi informativi, consentendo di ridurre gli spostamenti inutili, migliorare l'ergonomia delle postazioni e rendere più lineare il flusso delle attività.    

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